“Sono una donna di pace, una donna libera: la prima libertà è quella dall’odio. Sarei falsa se dicessi che ho molta speranza per il futuro: purtroppo la deriva dell’odio, che credevo sepolta insieme alla morte dei totalitarismi, ha rialzato la testa. I ragazzi spesso mi chiedono come sia riuscita a sopportare la vita in un campo di concentramento e io rispondo che è stata dura. Come è dura scegliere, ogni giorno, di non abbracciare l’odio ma la vita”.

Dopo tanti anni Liliana Segre continua a raccontare l’orrore della Shoa, la follia del razzismo, la barbarie della discriminazione senza odio e spirito di vendetta. La sua testimonianza costituisce per giovani e adulti un vaccino prezioso contro l’indifferenza.

Intervento tenuto nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo il 12 ottobre 2018.

Fonte: Eco di Bergamo per il testo, Alzo gli Occhi per il video.

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