La vita comune

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Senza voler esaurire le varie forme possibili, presentiamo alcune esperienze di vita comune che potrebbero essere condivise con i giovani:

  • Vivere insieme per un tempo prolungato
  • Vivere insieme lo studio
  • Vivere insieme la settimana santa
  • Vivere insieme una parte del tempo estivo

Vivere insieme PER UN TEMPO PROLUNGATO

 Poste le premesse indicate nella introduzione le decisioni da prendere sono tre:

  1. Con chi condividere questa proposta?
    I giovani del gruppo? Può avere un senso.
    Gli amici dei giovani del gruppo? Anche questo può avere un senso.
    I coetanei in genere? I giovani di altre associazioni o movimenti?
  2. Quando e quanto vivere questa proposta?
    *Suggeriamo di proporre ai giovani questa esperienza nel periodo di settembre-ottobre. E’ vero che loro hanno magari degli esami o che il prete ha tante cose da dover iniziare, ma, attenzione, non si tratta di individuare un tempo vuoto in cui inserire questa esperienza, ma di vivere insieme la quotidianità. Un tempo prolungato insieme, appunto. Proprio per questo invitiamo ad un periodo di tempo tra i 15 e i 30 giorni oppure condividere 4 weekend continuativi (dal venerdì a cena al lunedì mattina).
    Naturalmente in questo tempo ciascuno vivrà i suoi impegni quotidiani. Se viene predisposta un’esperienza completamente distaccata dalla quotidianità dei giovani, dai loro impegni e dalle loro passioni, si creerà una situazione alienante. Il pericolo è che la vita comune diventi il contenitore per una catechesi prolungata. Al contrario la vita comune è il contenuto stesso dell’esperienza.
  3. Dove vivere questa proposta?
    *Suggeriamo di individuare un luogo che abbia la possibilità di abitare la quotidianità. La presenza e la possibilità di una cucina è particolarmente importante.

Ci permettiamo di richiamare una attenzione. Sarà molto importante la cura dei ritmi della vita comune. Questi ritmi devono far si che la vita comune sia vita, sia vivibile e non la possibilità di una settimana fuori casa. Il racconto di diverse esperienze ci fa notare che spesso i giovani hanno la necessità di “dover tornare a casa propria perché nei luoghi e nei tempi della vita comune manca qualcosa”. Ad esempio: ”la cena non pronta ma avanzata perché torno alle 11 di sera stanco morto dopo l’allenamento”, oppure “il tempo e la tranquillità di studiare durante il pomeriggio perché in casa c’è sempre caos” oppure “le giuste ore di sonno, di riposo, perché la sera si sta alzati fino a tardi o qualcuno fa sempre caos, che poi al mattino mi fanno andare all’università o al lavoro troppo stanco”.

Vivere insieme LO STUDIO

Poste le premesse indicate nella introduzione le decisioni da prendere sono tre:

  1. Con chi condividere questa proposta?
    Non si tratta di far studiare insieme il gruppo dei giovani, cosa che può comunque avvenire. Si tratta di chiedere ad ogni giovane di fare esperienza di vita comune con altri attraverso lo studio, di farsi protagonisti di vita comune, attraverso lo studio. Può darsi che, ad esempio, un 19enne decida di coinvolgere due o tre compagni di classe o amici.
  2. Quando e quanto vivere questa proposta?
    *Suggeriamo una settimana e ricordiamo che l’obiettivo è quello di far organizzare a ciascun giovane dei momenti di studio condiviso durante l’arco di una settimana con le persone a cui ciascuno riterrà di chiedere.
  3. Dove vivere questa proposta?
    Non sempre le abitazioni private sono adatte. Non sempre le biblioteche sono aperte o hanno orari adatti o facilmente raggiungibili. Se da un lato, per chi frequenta l’università ci possono essere degli spazi dedicati, sicuramente per altri sarà bello aprire gli spazi della parrocchia, dell’oratorio.

Attenzione! Ogni giovane dovrà definire e comunicare a tutto il gruppo a chi rivolgerà questa proposta aggiungendo qualche dettaglio in merito ai luoghi e ai tempi.

Vivere insieme LA SETTIMANA SANTA & vivere insieme UNA PARTE DEL TEMPO ESTIVO

Queste due esperienze si presentano come una variante della prima proposta. Desideriamo sottolineare che esse sono un’ottima possibilità per continuare a rivolgersi a TUTTI, anche a coloro che abitualmente non condividono il cammino del gruppo (ma magari vivono altre proposte).

La variante della settimana santa vede già risolte le decisioni in merito al quando, quanto e dove vivere la proposta.

Circa invece la variante del tempo estivo, non si pensa ad una esperienza di vacanza. Spesso i giovani preferiscono vivere le vacanze non con il gruppo, o con altri amici oppure hanno difficoltà economiche per certe proposte. Questa esperienza è la proposta di vivere insieme quei giorni in cui si è a casa durante il tempo estivo. Nella misura in cui la vita comune è percepita come uno spazio quotidiano, di casa dai confini allargati, la proposta potrebbe accogliere il favore di quei giovani che intuiscono in essa una chiamata.

L’argomento può essere approfondito qui

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