don Luigi Maria Epicoco – La Cananea (Mc 7)

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Nel capitolo 7 del Vangelo di Marco, una storia, l’incontro con la cananea. Ancora una volta una madre questa volta è una madre disperata, la figlia è ammalata, va da Gesù, Gesù la tratta malissimo ma proprio in malo modo…guarda se ci avete un’idea molto da Zeffirelli di Gesù , leggetevi questa pagina del vangelo e vi passa subito, perché non è possibile che Gesù tratti così una persona.

Ho appena finito di difenderlo dicendo che mette al centro la sofferenza delle persone poi ti trovi uno che dice “per favore fai qualcosa per mia figlia” ma chi è questa? no io devo occuparmi dei figli non dei cani…dei cani? Io avrei preso una sedia e gliela avrei tirata in testa.

Quella donna sta la’, prima Gesù non gli risponde, prima non risponde poi i discepoli cominciano a dire “ma questa sta urlando per favore ascolta che cosa sta dicendo” e l’ascolta, l’ascolta e le risponde male e questa donna con un’ostinazione tremenda dice “sì è vero i cani, ma pure i cani mangiano di quello che cade dalla tavola dei padroni” e Gesù si ferma e dice “amici miei io non ho trovato nessuno con una fede come questa donna”. Sapete qual è il nodo in questa parte del Vangelo?

E’ il nodo della preghiera , noi smettiamo di pregare subito alla prima difficoltà, preghiamo e sentiamo dall’altra parte silenzio allora ci alziamo e ce ne andiamo. Insistiamo nella preghiera e ci sembra che Dio ci sta ascoltando giusto per farci un favore, ci alziamo e ce ne andiamo, preghiamo rimaniamo ostinatamente a pregare e Dio ci fa sentire come dei cani come se dobbiamo convincerlo di una cosa che dovrebbe essere ovvia, lui che dice di essere il nostro padre…allora ci alziamo e ce ne andiamo.

Quella donna no, rimane là, supera tutti gli stati d’animo che una persona sente mentre sta pregando Gesù, mentre sta parlando con Gesù sta là, e il Vangelo ci dice che la preghiera è pregare la preghiera è provare a pregare con l’ostinazione di questa donna. La preghiera non è una forma di yoga dove tu ti senti meglio, a volte pregare è difficilissimo perché ti senti veramente maltrattato nella preghiera non ascoltato, solo, abbandonato, sembra che stai parlando con te stesso, sembra che lui non c’è che non gli importa niente della tua vita, che ti senti scattato.

La preghiera è rimanere ostinatamente lì, questo ci dice il Vangelo! La nostra testa invece ci dice di alzarci e di andarcene. Ecco il nodo della preghiera, chi prega chi è ostinato come questa donna, chi ha la fede di questa donna.

Testo trascritto dall’audio presente nel seguente video.

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