don Fabio Rosini a Giovani Verso Assisi – Anno 2010

149

Assisi, 29 Ottobre 2010 (h. 10:00) – Dopo le lodi, celebrate dal Custode del Sacro Convento, i partecipanti hanno ascoltato con interesse la riflessione di Don Fabio Rosini, parroco di Santa Francesca Romana. Di seguito riportiamo una breve sintesi del suo intervento.

Il sacerdote ha sottolineato come spesso e volentieri viviamo la nostra vita paragonandola ad un susseguirsi di eventi, ma tutto ha un senso e tutto è provvidenziale. La società che ci circonda, porta a maturare un’indole astratta, priva di concretezza.

Il dono è qualcosa di concreto, il dono è un regalo ed implica l’utilizzare del verbo “dare”.

Se però si va al mercato, ci dice don Fabio, «e tu metti un prezzo un po’ più alto degli altri, forse qualcuno ti scarta o forse qualcuno ti sceglie, perché pensano che le tue merci son più buone. Esiste un sistema per non vendere proprio niente, ed è dandole gratis…allora non “te l’acchiappa” nessuno».

Dio ci offre i suoi doni gratuitamente, ma gli uomini non sono capaci di accoglierli.

L’esempio è quello di Adamo ed Eva, che hanno avuto tutto, ma non sono stati capaci di investire sul dono a loro regalato, ma l’hanno rovinosamente sprecato. Il sospetto di una fregatura, che si cela dietro al regalo, rappresenta il vero dramma dell’uomo.

Nel Vangelo di Giovanni, all’inizio del capitolo 4, Gesù si reca a Sicar, attraversando la terra ostile della Samaria, e sosta accanto al pozzo che Giacobbe aveva regalato a Giuseppe.

L’evangelista ci dice che è mezzogiorno ed in quel preciso momento una donna samaritana si reca al pozzo per attingere dell’acqua.

Gesù compie il primo approccio verso la donna domandandole il nome del marito, ben conoscendone la condizione sentimentale, “alterata” dalla presenza di ben 5 mariti.

La situazione si sblocca però nella frase che Gesù rivolge alla Samaritana: Dammi da bere! Gesù non fa come le altre persone che la additano come una poco di buono, ma esprime il bisogno essenziale che Lui ha di lei.

“Dio chiede per dare”, perché dietro quella richiesta si cela un significato più grande, un invito esteso a tutti per rinnovare la vita e trasformarla seguendo i suoi insegnamenti.

Le domande presentate dai giovani a don Rosini al termine della riflessione, hanno aiutato il relatore a focalizzare maggiormente l’attenzione sul valore della sofferenza, vissuta come un dono che può portare molto frutto. L’esempio della disgrazia dell’11 settembre che tutti abbiamo ancora sotto gli occhi, rappresenta come il male si può vincere con il bene, se si pensa a tutte le persone che sono state salvate con il sacrificio di molte altre.

Non c’è dubbio inoltre che Dio voglia sempre il nostro bene, e che sia capace di aspettarci mentre, magari, sprechiamo la nostra vita in cose di poco conto. Samuele che sente la voce di Dio per ben tre volte, non capisce nell’immediatezza da chi viene chiamato, ma alla fine risponde con fermezza “Parla Signore, il tuo servo ti ascolta!”. Questa è la nostra Password per affrontare la vita che il Signore ci ha donato.

Fonte

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.