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La Chiesa può ascoltare Gesù con sempre rinnovata attenzione e scoprire molte cose.

Gesù parla del Battista come di colui che riconduce i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla sapienza del Signore. E quando esordisce con la propria predicazione invita a percepire oltre, perché il regno dei cieli è vicino. È tutto un aprirsi ad un continuo rinnovamento di tutto l’uomo, del suo discernere integrale. Un lasciarsi toccare dalla grazia dello Spirito, venendo portati al di là delle proprie strutturazioni. E lo Spirito viene in lui e sempre in lui in vario modo attraverso ogni cosa, se non si vuole vivisezionarlo, ingabbiarlo.

La profonda anche simpatia di Maria e di Gesù emerge in questo semplice affidarsi a Dio, sempre nella sua Luce, senza alcun interesse, alcuna logica, di potere, di apparato. Ha disperso coloro che apparivano sopra nei pensieri del loro cuore, ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato i piccoli, ha colmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote, ha soccorso Israele suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

Non sono i potenti ma i piccoli coloro che collaborano alla storia profonda. Coloro che, come ad essi possibile, cercano di lasciarsi portare oltre. Gesù ci ha detto che lo Spirito ci condurrà alla verità tutta intera, ricordandoci la sua vita e le sue parole in mezzo agli altri, fin dalla Galilea, riportandoci sempre più profondamente a lui. Miei testimoni perché con me fin dal principio. Nella Chiesa, con la Chiesa, non fermandoci a mediatori terreni, fossero pure Agostino o l’Aquinate. Lasciarci sempre più guidare dalla sua Parola senza darla per scontata, metterci alla sua sequela nella fede e non solo in corsi, lezioni, anche nella pastorale ordinaria.

Meditando insieme con la guida spirituale il vangelo nel cammino di fede comunitario si sperimenta di venire formati da Gesù stesso lì presente, nell’appuntamento dato ai suoi discepoli: “Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno” (Mt 28, 10).

Lasciarci portare oltre in questo dialogo, in questa preghiera, gradualmente, tendenzialmente, personale e comunitaria, con Maria, nell’attesa di una sempre nuova Pentecoste sembra la strada indicata da lui stesso per vivere e trovare sempre più le vie della vita oltre ogni ostacolo, chiusura, cecità, ripiegamento…

don Giampaolo Centofanti

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