p. Raniero Cantalamessa – Il rinnovamento carismatico cattolico

166

Una corrente di grazia per tutta la Chiesa

Inaugurazione del servizio di CHARIS – Roma, Aula Paolo VI, 8 Giugno 2019

Parto dalla convinzione condivisa da tutti noi e spesso ripetuta da papa Francesco che il Rinnovamento Carismatico Cattolico (RCC) è “una corrente di grazia per tutta la Chiesa”. Se il RC è una corrente di grazia per tutta la Chiesa, abbiamo il dovere di spiegare a noi stessi e alla Chiesa in che cosa consiste questa corrente di grazia e perché essa è destinata e necessaria a tutta la Chiesa. Spiegare, insomma, cosa siamo e cosa offriamo –meglio, cosa Dio offre – alla Chiesa con questa corrente di grazia.

Finora infatti non siamo stati in grado – né potevamo esserlo – di dire con chiarezza cos’è il Rinnovamento Carismatico. È necessario infatti sperimentare una forma di vita prima di poterla definire. Così è avvenuto sempre in passato, in occasione dell’apparire di nuove forme di vita cristiana. Poveri quei movimenti e ordini religiosi che nascono con tanto di regola e di costituzioni stabilite minuziosamente in partenza, da mettere poi in pratica come un protocollo da seguire. È la vita che, progredendo, acquista una fisionomia e si dà una regola, come il fiume, avanzando, si scava il proprio letto.

Dobbiamo riconoscere che finora abbiamo dato alla Chiesa idee e rappresentazioni del Rinnovamento Carismatico diverse e a volte contraddittorie. Basterebbe fare una piccola inchiesta tra le persone che vivono al di fuori di esso, per renderci conto della confusione che regna intorno all’identità del Rinnovamento Carismatico.

Per alcuni, esso è un movimento di “entusiasti”, non diverso dai movimenti “entusiasti e illuminati” del passato, il popolo dell’Alleluia, delle mani alzate, che pregano e cantano in un linguaggio incomprensibile: un fenomeno, tutto sommato, emozionale e superficiale. Posso dirlo con conoscenza di causa perché sono stato anch’io, per diverso tempo, tra quelli che la pensavano così. Per altri esso è identificato con persone che fanno preghiere di guarigione e operano esorcismi; per altri ancora si tratta di una “infiltrazione” protestante e pentecostale nella Chiesa cattolica. Nel migliore dei casi il Rinnovamento Carismatico è visto come una realtà su cui si può fare affidamento per tante cose in parrocchia, ma dal quale è meglio non lasciarsi coinvolgere. Come ha detto qualcuno, si amano i frutti del Rinnovamento, ma non l’albero.

Dopo 50 anni di vita e di esperienza e in occasione dell’inaugurazione del nuovo organismo di servizio che è CHARIS, forse è venuto il momento di tentare di fare una rilettura di questa realtà e darne una definizione, per quanto anch’essa non definitiva, essendo il suo cammino tutt’altro che concluso.

Io credo che l’essenza di questa corrente di grazia sia provvidenzialmente racchiusa nel suo nome “Rinnovamento Carismatico”, a patto di comprendere il vero significato di queste due parole. È quello che mi propongo di fare, dedicando la prima parte del mio intervento al sostantivo “Rinnovamento” e la seconda parte all’aggettivo “carismatico”.

1
2
3
Articolo precedenteCommento al Vangelo del 30 Giugno 2019 – don Giovanni Imbonati, Diocesi di Vicenza
Articolo successivoCommento al Vangelo di domenica 30 Giugno 2019 – p. Matteo Sanavio, don Fabio Fioraso, Andrea Porcarelli, p. Gaetano lo Russo