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Osanna al Figlio di David Itinerario biblico per bambini “Gesù dà la vita per noi”

Osanna al Figlio di David

1a TAPPA dell’itinerario biblico per bambini “GESÙ DÀ LA VITA PER NOI

OBIETTIVO: ripercorrere il cammino di Gesù verso la Croce e scoprire il suo amore misericordioso. La Quaresima e la Settimana santa sono i tempi liturgici più adatti per entrare e accompagnare altri in questa dimensione fondamentale della nostra fede.

DESTINATARI dell’itinerario: bambini di 6-8 anni.

IL MATERIALE a disposizione per vivere in modo completo la prima tappa dell’itinerario Gesù dà la vita per noi è costituito da:

  • una Scheda biblica che, fornendo all’animatore/animatrice notizie e puntualizzazioni sul brano evangelico, gli permette una maggiore comprensione e adesione personale al testo, e lo rende più efficace nel guidare una riflessione, sollecitare feedback, aiutare i piccoli a comprendere meglio ciò che il brano descrive;
  • un videoclip che permette ai bambini di focalizzare l’attenzione sui protagonisti del brano biblico;
  • una Scheda metodologica che presenta alcuni suggerimenti per approfondire il contenuto del video e per realizzare incontri vivaci e sempre nuovi; offre spunti per favorire la riespressione e il coinvolgimento dei bambini e la realizzazione di un segno; aiuta a vivere una fase celebrativa, conclusiva della tappa.

LA SCHEDA BIBLICA

Gesù va a Gerusalemme! E si sa, questo suo andare è un momento fondamentale per la sua esistenza  e per la fede cristiana. Per alcuni evangelisti, tutta la sua vita è presentata come un ininterrotto  viaggio verso Gerusalemme, dove la categoria “viaggio”, però, ha più un valore metaforico che storico-cronologico. Altri evangelisti ci presentano i vari viaggi di Gesù verso Gerusalemme: era  ebreo e, lo sappiamo, per un ebreo era obbligo recarsi a Gerusalemme ogni anno per la Pasqua. Al di là delle distinzioni tra i racconti, c’è però un dato, ed è certo: ci fu un anno in cui Gesù vi andò e qualcosa di nuovo accadde. Fu l’anno della sua passione, morte e risurrezione… l’anno cioè della nostra salvezza, del riscatto definitivo da ogni nostra colpa.

Sarà importante, allora, far entrare i bambini con Gesù, in Gerusalemme. Noi vi proponiamo di farlo, avendo come riferimento due brani evangelici: Lc 9,51-52 Il viaggio di Gesù verso Gerusalemme – e Mc 11,1-11 Ingresso messianico di Gesù in Gerusalemme.

Il viaggio di Gesù verso Gerusalemme (Lc 9,51–52)

Gesù, che aveva già annunciato il regno di Dio in Galilea, ora inizia il suo ministero a Gerusalemme nell’imminenza delle feste pasquali.

Sale nella città di David deciso a dare la vita per tutti. È lui il vero agnello pasquale che liberamente si offre in sacrificio per esprimere la sua fedeltà a Dio e il suo amore per l’umanità.

Secondo il Deuteronomio l’agnello pasquale doveva essere immolato nella città santa: «Non potrai immolare la Pasqua in qualsiasi città…, ma immolerai la Pasqua soltanto nel luogo che il Signore tuo Dio avrà scelto per fissarvi il suo nome…» (cf. Dt 16,5-6).

Possiamo comprendere meglio il senso del viaggio di Gesù a Gerusalemme attingendo al Vangelo di Luca che dà maggior rilievo a questo avvenimento (Lc 9,51-19,35). Egli introduce il viaggio con queste parole: «Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, egli prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme» (alla lettera: indurì la sua faccia per andare verso Gerusalemme). Già nel contesto della trasfigurazione Luca, a differenza degli altri due sinottici, aveva riferito il contenuto della conversazione di Mosè ed Elia: «parlavano del suo esodo che stava per compiersi a Gerusalemme!» (Lc 9,31). Gerusalemme è considerata il luogo in cui si compie la salvezza, perché è in questa città che Gesù dona la sua vita per amore.

Ingresso messianico di Gesù in Gerusalemme (Mc 11,1-11)

Quando arriva a Betania, nei pressi di Gerusalemme, Gesù manda i discepoli a procurare un asino per la sua entrata nella città di David. I re usavano entrare nelle città a cavallo e i guerrieri con il carro, Gesù entra cavalcando un asino, come aveva predetto Zaccaria (Zc 9,9). La scelta di questa umile cavalcatura è segno di pace; lascia intendere che Gesù è Re e Messia non per dominare, ma per servire.

Gli evangelisti descrivono il suo ingresso alla luce della liturgia celebrata dai pellegrini che si recavano a Gerusalemme. L’ingresso dei pellegrini nella città santa avveniva in modo solenne. Abbiamo una eco di questa liturgia del Tempio nel salmo 118 (117), anche se non si riferisce alla festa di Pasqua, ma con ogni probabilità a quella dei Tabernacoli. Il capo coro dei pellegrini dice:

«Apritemi la porta della giustizia: entrerò a rendere grazie al Signore». Dal di dentro il coro risponde:

«È questa la porta del Signore…».

Quando il corteo giunge attorno all’altare, i sacerdoti, agitando rami di palma, di mirto e di salice, gridano: «Osanna», che significa «Salvaci». In seguito quest’acclamazione viene usata come grido di gioia. Salutano poi il rappresentante del popolo con: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Vi benediciamo dalla casa del Signore». E invitano: «Ordinate il corteo con rami frondosi fino ai lati dell’altare».

Appena giunto a Gerusalemme, Gesù si reca al Tempio, simbolo della presenza di Dio. Da questo momento il Tempio diventa il luogo prediletto di Gesù per svolgere la sua missione: guarisce ciechi e zoppi (cf. Mt 21,14); insegna (cf. Mt 21,23; 26,25; Mc 12,35; Lc 19,47; 20,1; 21,37-38).

Luca anticipa l’attività di Gesù nel Tempio fin dall’infanzia: Gesù viene presentato al Tempio dove incontra Simeone (cf. Lc 2,27) e Anna (cf. Lc 2,37); smarrito, a dodici anni, viene ritrovato nel Tempio fra i dottori (cf. Lc 2,46).

Giovanni parla dell’ingresso di Gesù nel Tempio dall’inizio della sua vita pubblica (cf. 2,14) e mostra la presenza di Gesù al Tempio in occasione delle principali feste ebraiche: festa delle Capanne, in cui Gesù fa la sua grande rivelazione messianica (Gv 7,1-10,21) che prosegue nella festa della Dedicazione (cf. Gv 10,22-42). Anche Giovanni presenta il solenne ingresso messianico di Gesù acclamato come Re d’Israele (cf. Gv 18,37-38).

LA SCHEDA METODOLOGICA

Il cuore del messaggio

Da Betania, Gesù sale a Gerusalemme con i suoi discepoli e la gente lo accoglie come Re e Messia. Al suo passaggio acclama: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore». Gesù lascia fare, ma sa che il suo cammino verso Gerusalemme ha come meta il compimento del mistero della sua morte e risurrezione.

Per la catechesi

L’evento dell’entrata di Gesù in Gerusalemme viene solennemente rievocato dalla liturgia nella Domenica delle Palme. È una festa vissuta con partecipazione dal popolo di Dio e dai fanciulli, che ne sono un po’ i protagonisti. Con il videoclip: «Osanna al Figlio di David» possiamo preparare i bambini a questa festa e aiutarli a conoscere e vivere meglio l’avvenimento che in essa celebriamo. Metodologicamente suggeriamo di organizzare l’incontro in quattro step: conoscere, riesprimere, vivere e celebrare. Questo favorisce un’integrazione, nel percorso catechistico dei nostri destinatari, tra la dimensione conoscitiva, esistenziale e liturgica.

Prima di costruire, passo dopo passo, tutto il percorso da vivere con i bambini è necessario aver scaricato il video e averne visionato il contenuto.

L’incontro

1° step: Conoscere

Proiettiamo il videoclip e chiediamo al gruppo quale momento della vita di Gesù è stato rappresentato. Anche se i bambini evocheranno solo alcuni particolari, questi saranno comunque utili per continuare il dialogo e approfondire l’avvenimento. Spieghiamo le parole: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!».

Ricordiamo anche che tali parole le proclamiamo o le cantiamo nel Santo, durante ogni Celebrazione Eucaristica. Facciamo notare come Gesù, seguito da alcuni discepoli, entra nel porticato del Tempio mentre la gente rimane in disparte a guardare.

La festa è finita. Per comprendere meglio il significato del “salire” di Gesù a Gerusalemme leggiamo le sue parole riportate nel Vangelo di Marco (10,32-34): «Mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti a loro ed essi erano sgomenti: coloro che lo seguivano erano impauriti. Presi di nuovo in disparte i Dodici, cominciò a dir loro quello che stava per accadergli: “Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi, lo condanneranno a morte, e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno e dopo tre giorni risorgerà”».

2° step: Riesprimere

Proponiamo ai bambini di immaginare di trovarsi con la folla al seguito di Gesù: cosa farebbero? Quali emozioni proverebbero? Cosa griderebbero? Cosa penserebbero?

Dopo un primo feedback in gruppo, chiediamo loro di esprimere ciò che provano, realizzando la nuvoletta dei sentimenti. Dovranno mettersi nei panni della gente che circonda e acclama Gesù, e poi ognuno dovrà scrivere su un cartoncino a forma di nuvola-fumetto, che sarà stato precedentemente preparato, ciò che avrebbe voluto gridare a Gesù (Una preghiera? Un grido di gioia? Il riconoscimento dei suoi “poteri”?).

Una seconda dinamica che potrebbe essere proposta successivamente è: scrivi un augurio di pace. Su un cartoncino, che dovrà poi essere legato al rametto di ulivo, i bambini potrebbero scrivere un augurio di pace, da regalare poi a parenti e/o amici nella Domenica delle Palme.

3° step: Vivere

Certamente i bambini avranno partecipato qualche volta alla processione delle Palme. Lasciamo che descrivano come si svolge e, se è necessario, completiamo i loro interventi con notizie liturgiche più precise per sollecitarli a vivere in modo autentico questa festa. Si tratta di aiutarli a maturare una maggiore consapevolezza di ciò che vivranno liturgicamente con la comunità.

A tale scopo ricordiamo loro che con la processione delle Palme l’assemblea liturgica rivive il momento dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme come inizio della Settimana santa, in cui la Chiesa fa memoria del mistero della passione, morte e risurrezione di Cristo. Cantando «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!» i fedeli riconoscono che Gesù è colui che salva, vincendo il male e la morte con la sua risurrezione.

I rami d’ulivo che si tengono in mano durante la processione sono segno di benedizione e di pace, con Dio e tra di noi, nella misura in cui sono testimonianza della fede in Gesù nostro Redentore. Alla luce di questa realtà sollecitiamo i bambini a trasformare il rametto di ulivo in un segno di fraternità. Aiutiamoli cioè ad assumere l’impegno di portare un rametto d’ulivo in famiglia, ai vicini, alle persone sole, povere o ammalate.

Va tenuto presente, a riguardo, che questa tappa, potrebbe essere vissuta anche molto tempo prima della Settima santa e pertanto, in tal caso, sarebbe opportuno prevedere una sorta di ripresa di alcune dinamiche e del messaggio stesso, in tempi ravvicinati alla Domenica delle Palme. Si potrebbe, per esempio, pensare a un piccolo incontro, di pochi minuti, prima di vivere insieme alla comunità la celebrazione vera e propria; oppure, nel caso si dovessero preparare dei segni, ci si potrebbe incontrare anche il giorno prima. Diventa un modo significativo per aggregare il gruppo e costruire amicizia, anche se in giorni differenti rispetto al normale incontro di catechesi.

4° step: Celebrare

La breve proposta di preghiera che segue, sull’ultima pagina della scheda (e che vi proponiamo in una forma che può essere stampata e distribuita ai bambini), può costituire un momento da vivere con il gruppo, per concludere l’incontro di catechesi. Non sostituisce la celebrazione che i bambini sono invitati a vivere in parrocchia, nella Domenica delle Palme, facendo memoria dell’entrata di Gesù in Gerusalemme.

Ambientazione: Per vivere bene il momento di preghiera, si riordini sempre l’ambiente e si appendano alla parete eventuali lavori realizzati dai bambini, durante il percorso.

Disporsi in semicerchio crea un clima di maggiore fraternità e scambio.

In conclusione, riportiamo il testo del videoclip consigliato in questa tappa. Potrebbe servirvi in una fase preparatoria, per ricordare scene, evidenziare personaggi, atteggiamenti, ecc.

TESTO DEL VIDEOCLIP Osanna al Figlio di David (cf. Mc 11,1-11)

«Gesù e i suoi discepoli sono in cammino verso Gerusalemme. Arrivati nei pressi di Betfage di Betania egli dice loro: “Andate nel villaggio, troverete un asinello legato, sul quale nessuno è mai salito. Scioglietelo e conducetelo. E se qualcuno vi domanda: ‘Perché fate questo?’, rispondete: ‘Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà presto’”.

Entrando nel villaggio i discepoli trovano l’asinello, lo sciolgono e lo conducono da Gesù. Poi lo coprono con i loro mantelli e Gesù vi monta sopra.

Molti stendono i loro mantelli sulla strada, altri vi gettano ramoscelli presi dai campi. E sia quelli che precedono, sia quelli che seguono Gesù, gridano: “Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli”.

Dopo questi avvenimenti, Gesù entra in Gerusalemme e sale al Tempio».

Ricordiamo che l’itinerario quaresimale è strutturato in tre tappe che possono essere realizzate lungo le cinque settimane:

  1. Osanna al Figlio di David
  2. Fate questo in memoria di me
  3. Ci ha amato sino alla fine

Suggeriamo anche l’itinerario realizzabile nel tempo pasquale: Gesù è sempre con noi; e ricordiamo che il videoclip suggerito in questa tappa, e molti altri, possono essere rintracciati sul canale youtube paoline web

Testi: di Gemma Galfrè e Giuliana Quaglini, Revisione e aggiornamento testi: paoline.it

Videoclip
Personaggi: con figure animabili, artisticamente modellate in das e vestite in stoffa da Giuseppina Coren

Scenografie e abbigliamento dei personaggi rimandano ai tempi e ai luoghi dell’epoca di Gesù: realizzati da Gloria Lanzoni e Anna Gravina.

Voci: Ughetta Lanari. Musica: Bernardo Lafonte.

Montaggio audio-video: Gloria Lanzoni.

Fonte – paoline.it (presente anche il file PDF del testo di cui sopra)

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