Lo spirito di fede di santa Giacinta

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Cari amici, il 20 febbraio celebriamo la memoria di santa Giacinta Marto. Aveva solo 7 anni quando, nel 1917, a Fatima, la Vergine Maria apparve a lei, al fratello Francesco e alla cugina Lucia Dos Santos. Francesco e Giacinta sono stati i primi bambini non martiri a essere proclamati santi. San Giovanni Paolo II li ha beatificati nel 2000 e papa Francesco li ha canonizzati nel 2017. È stato necessario un apposito documento della Congregazione delle cause dei santi, uscito nel 1981, per sbloccare la loro causa.

Gli esperti si chiedevano, infatti, se fosse si potesse parlare di esercizio eroico delle virtù per dei bambini, visto che i fratellini erano morti giovanissimi, di febbre spagnola: Francesco non aveva ancora 11 anni, Giacinta poco meno di 10. Alla fine la Chiesa, sostenuta anche dai moderni studi di psicologia infantile, ha stabilito che anche i piccoli possono vivere fino in fondo le virtù cristiane. Ed è per questo che Francesco e Giacinta sono stati proclamati santi, non per la loro esperienza di veggenti. I due miracoli loro attribuiti, poi, sono stati una conferma dall’alto.

Come ha sottolineato il postulatore padre Paolo Molinari (morto nel 2014), essi sono un modello per come «hanno saputo sviluppare il loro spirito di fede nel Signore e mettere in pratica quello che la Madonna aveva loro detto: pregare il rosario e sacrificarsi per i peccatori».

Giacinta, in particolare, aveva preso molto sul serio l’offerta della propria vita per i peccatori, essendo molto colpita dalla visione dell’inferno che la Madonna aveva mostrato ai veggenti.

Perciò aveva deciso di offrire sacrifici e penitenze per salvare i peccatori. La serietà del suo impegno è ammirevole: rinunciava anche alla merenda per aiutare i bambini di due famiglie bisognose. E pregava moltissimo, in particolare per il Papa. Alla fine della sua vita dovette sopportare dolori atroci, per le complicazioni di una pleurite purulenta.

Ma lei dirà, rivolgendosi a Gesù: «Ora puoi convertire molti peccatori, perché soffro molto!». Non è che Dio voglia far soffrire i bambini, come ha spiegato la postulatrice suor Angela Coelho: la Madonna stessa chiese ai tre bambini di fermarsi nelle loro pratiche di penitenza. Tuttavia possiamo cogliere il profondo senso di partecipazione alla sorte degli altri, specialmente dei più poveri, i peccatori, da parte di Giacinta. Non per nulla l’arcivescovo di Leiria la definì «l’amica dei peccatori», chiedendole di intercedere «per noi, poveri peccatori, presso il cuore immacolato di Maria». È quello che anche noi vogliamo chiedere a questa piccola grande santa, insieme alla sua capacità di immedesimarsi negli altri, di commuoversi per loro, offrendo se stessa.

All’ intercessione di santa Giacinta vogliamo affidare Alessandro De Girolamo, regista di RadioMater, morto alla fine di gennaio. Preghiamo per lui e per la sua famiglia.

Testo a cura di don Antonio Rizzolo tratto dalla rivista “Maria con te” (nr.7).