In origine l’altare era il luogo elevato in cui si univano Dio e il mondo: Dio vi discende e l’uomo vi sale.

L’altare è anche la tavola dove Dio e la comunità dei fedeli condividono gli alimenti sacri, in segno di comunione. Il cibo venuto da Dio è a Lui restituito in omaggio e in ringraziamento, e la parte che rimane all’uomo viene riconosciuta come totalmente sacra.
Dio e l’uomo comunicano alla stessa vita: sono in senso pieno commensali.

Nella Nuova Alleanza, Cristo, offrendo il suo corpo sulla croce diede compimento ai sacrifici antichi, e donandosi per la nostra redenzione, divenne altare, vittima e sacerdote.
Nelle nostre chiese l’altare è il centro di convergenza dell’intero edificio. Il bacio, concesso solo al sacerdote e al diacono, è un gesto di venerazione, di affetto rispettoso per un simbolo consacrato. Il bacio simbolizza l’adesione a tutto ciò che sarà attualizzato sull’altare.
Baciato l’altare, nelle Messe solenni il sacerdote lo incensa, avvolgendo nel profumo dell’incenso la sua superficie e i lati.

L’incenso è una resina aromatica che bruciando emana un fumo profumato.
In tal modo continua l’omaggio fondamentale di Cristo, che si è offerto al Padre in odore di soavità (Ef 5,2); tutti i fedeli sono poi invitati a diffondere concretamente nel mondo il buon profumo di Cristo (2 Cor 2,14-16) grazie alla loro sincera testimonianza.

Ma non si incensa solo l’altare: tutto ciò che in qualche maniera riguarda Dio o è riferito a Lui riceve l’omaggio dell’incenso: la croce, il libro dei Vangeli, le offerte, lo stesso sacerdote e i fedeli.

A cura di don Domenico Bruno