Per definizione la liturgia è un agire di Dio con l’uomo ma anche un agire dell’uomo con Dio, capiamo bene che la liturgia è una concelebrazione“.

Quindi è errato dire “vado a vedere o a sentire la messa”.

Tutti con il battesimo diventiamo “sacerdoti”, ovvero siamo chiamati ad avere contatti con il sacro (dal latino sacer), cioè con Dio e riceviamo tre compiti (tria munera) modellati a imitazione di Cristo sacerdote, re (servo) e profeta. Compiti che siamo chiamati a realizzare nella quotidianità: col sacerdozio abbiamo la possibilità di celebrare (cioè festeggiare, onorare, esaltare) il sacramento della eucarestia, siamo chiamati ad aiutare i cristiani quali fratelli della stessa famiglia e col dono dello Spirito Santo ricevuto nel Battesimo siamo abilitati ad annunciare la buona notizia che Dio ci ama e come si è manifestato nella nostra vita.

Nel presbitero (da cui l’abbreviazione prete), invece, il sacerdozio è ministeriale, cioè al servizio della comunità cristiana in un’ottica di carità pastorale. In lui i tria munera si concretizzano nel triplice compito di insegnare (annunciando la Parola), santificare (presiedendo la liturgia) e governare (guidando la comunità).

Sacerdote e Assemblea sono allora i protagonisti essenziali dell’atto sacro per eccellenza che è il sacrificio eucaristico. Insieme celebrano, festeggiano, ma il sacerdote, quando è sull’altare, presiede nella persona di Cristo.

A cura di don Domenico Bruno

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