L’ALTARE: cuore della Chiesa

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Il luogo di culto, simbolo della Chiesa pellegrina sulla terra, è arricchito di elementi che, oltre ad essere necessari per la celebrazione, conferiscono significato all’ambiente liturgico: «per natura e tradizione lo spazio interno della chiesa è dunque studiato per esprimere e favorire in tutto la comunione dell’assemblea, che è il soggetto celebrante.

L’ambiente interno, dal quale deve sempre partire la progettazione, sarà orientato verso il centro dell’azione liturgica e scandito secondo una dinamica che parte dall’atrio, si sviluppa nell’aula e si conclude nel “presbiterio”, quali spazi articolati ma non separati. Tale spazio è in primo luogo progettato per la celebrazione dell’Eucaristia; per questo è richiesta una centralità non tanto geometrica, quanto focale dell’area presbiteriale […] Per prima cosa, nella chiesa vanno sottolineate le grandi presenze simboliche permanenti: l’altare, l’ambone e il battistero e il fonte battesimale» (CEI)

Tra questi, l’altare è l’elemento cardine; sintesi di tutti i significati e motivo stesso di esistenza del luogo di culto. Esso è la “genesi” di quella “carne” che prende forma e vita nell’architettura sacra. È il cuore pulsante! Posto al centro dello spazio celebrativo, è figura di Cristo che accoglie e raccoglie il suo gregge: «L’altare, attorno al quale la Chiesa è riunita nella celebrazione dell’Eucaristia, rappresenta i due aspetti di uno stesso mistero: l’altare del sacrificio e la mensa del Signore, e questo tanto più in quanto l’altare cristiano è il simbolo di Cristo stesso, presente in mezzo all’assemblea dei suoi fedeli sia come la vittima offerta per la nostra riconciliazione, sia come alimento celeste che si dona a noi» (Catechismo della Chiesa Cattolica n° 1383).

L’ altare ha una lunga tradizione. Per comprenderne il vero significato non possiamo non guardare al rito di dedicazione di un nuovo altare. Questo, come per la chiesa, è chiamato ad essere simbolo “sempre vivo” di Cristo in mezzo al suo popolo. Come ci testimonia la Sacra Scrittura, l’altare pone le sua fondamenta già nell’antico testamento: «Ti lodiamo e ti benediciamo, Padre Santo, perché il Cristo tuo Figlio nel disegno mirabile del tuo amore ha dato compimento alle molteplici figure antiche nell’unico mistero dell’altare. Noè, patriarca della stirpe umana scampata dal diluvio, eresse a te un altare e ti offrì un sacrificio; e tu lo gradisti, o Dio, rinnovando con gli uomini la tua alleanza. Abramo, nostro padre nella fede, in piena obbedienza alla tua parola, edificò un altare, pronto a immolarvi, per piacere a te, Isacco, suo diletto figlio. Anche Mosè, mediatore della legge antica, costruì un altare, che asperso con il sangue dell’agnello, fu annunzio profetico dell’altare della croce» (Preghiera di dedicazione).

Da come si è potuto evincere dalle parole della preghiera, l’edificazione di un nuovo altare è un momento molto importante per tutta la comunità ecclesiale: «Convocati per la santa assemblea intorno all’altare, ci accostiamo a Cristo, pietra viva, per crescere in lui come tempio santo» (Preghiera di benedizione).

Come abbiamo celebrato nel Mistero Pasquale, Gesù è la vittima per eccellenza. Egli, come unico sacerdote della nuova alleanza, si è offerto in espiazione dei nostri peccati sull’altare della croce: «Infine il Cristo nel mistero della sua Pasqua compì tutti i segni antichi; salendo sull’albero della croce, sacerdote e vittima, si offrì a te, o Padre, in oblazione pura per distruggere i peccati del mondo e stabilire con te l’alleanza nuova ed eterna» (Preghiera di Dedicazione).

Gesù è l’Altare! Questo non evoca soltanto la tavola del banchetto, la mensa della cena, ma l’altare è figura stessa di Gesù che si fa MENSA, ciò dono per ciascuno di noi: «Che cosa è l’altare di Cristo se non l’immagine del Corpo di Cristo?» (Sant’Ambrogio). C’è un rapporto diretto e intrinseco tra l’altare e la croce; in entrambe c’è la vittima: CRISTO. Nell’altare è rappresentata non solo la persona divina di Gesù, ma anche la sua azione a favore degli uomini. Per questo, sulla pietra della mensa si incidono e si ungono cinque croci che rappresentano le piaghe della crocifissione.

L’Unzione dell’altare sembra essere un rito molto antico, una forma primitiva ci è raccontata dalla visione di Giacobbe, quando eresse una pietra e versò dell’olio sulla sua sommità (cf Gn 28). Tutto è consacrato da un unico olio santo e profumato; il santuario e i suoi oggetti così come ogni battezzato: «questo altare e questa dimora siano segno visibile del mistero di Cristo e della Chiesa» (Preghiera di dedicazione). Con la preghiera di dedicazione e l’unzione, l’altare da “pietra profana” diventa simbolo di Cristo “Pietra viva”, fondamento e sostengo della Chiesa: «Questa pietra preziosa ed eletta sia per noi il segno di Cristo dal cui fianco squarciato scaturirono l’acqua e il sangue fonte dei sacramenti della Chiesa. Sia fonte di unità per la Chiesa e rafforzi nei fratelli, riuniti nella comune preghiera, il vincolo di carità e di concordia» (Preghiera di dedicazione).

Prepariamoci a RI-ABITARE le nostre CHIESE con MAGGIORE RI-CONOSCENZA

A cura di don Bartolomeo de Filippis (su Facebook)