Nel rito della frazione del pane avviene un’altra azione del sacerdote molto importante e significativa, è la cosiddetta “immixtio” (parola latina che significa ”mescolanza”), che si compie lasciando cadere nel calice del vino un frammento di ostia consacrata, si tratta di un rito antichissimo che trova le sue radici in quello del fermentum, come segno di comunione con il vescovo.

Il fermentum era il frammento di pane eucaristico consacrato dal Papa e portato ai presbiteri titolari che non avevano potuto prendere parte alla Messa del Papa, avendo dovuto celebrare per i loro fedeli. Questo frammento deposto nel calice era segno di comunione e di unità con il Papa. Secondo Teodoro di Mopsuestia e la tradizione siriana il gesto indica la piena unità nel corpo di Cristo risorto.

Tutto questo serve a farci comprendere l’unione del Corpo e del Sangue che restano uniti sia nelle specie del vino che in quelle del pane…o meglio posso dire che nel Corpo di Cristo che noi riceviamo è contenuto insieme sia il Corpo che il Sangue, perché si tratta di un corpo vivo con carne e sangue insieme, infatti non è un corpo senza vita.

L’Eucaristia dunque è un corpo vivente e si tratta del Corpo risorto di Gesù! Durante questo momento il sacerdote dice sottovoce “Il Corpo e il Sangue di Cristo uniti in questo calice, siano per noi cibo di vita eterna” proprio per sottolineare questa unione del Corpo e del Sangue di Cristo.

A cura di don Bruno Domenico