Nel silenzio Dio parla al cuore dell’uomo

Alla luce della spiritualità biblica i 40 giorni della Quaresima sono un richiamo al deserto, come “luogo” della preghiera, dell’ascolto della parola di Dio, del superamento della tentazione e della conversione dai cammini che ci allontanano da Dio. È un “luogo dell’anima”. Nei libri della Bibbia il deserto indica anche il periodo felice in cui il popolo d’Israele seguiva con fedeltà e con amore il suo Dio, che lo aveva liberato dalla schiavitù dell’Egitto.

Il profeta Geremìa paragona questo periodo della storia d’Israele al periodo del fidanzamento: «Mi ricordo di te, dell’affetto della tua giovinezza, dell’amore al tempo del tuo fidanzamento, quando mi seguivi nel deserto» (Ger 2,2). Il profeta Osea, con parole simili, vede nel deserto il “luogo” e il “tempo” ideali scelti da Dio per parlare al cuore del suo popolo (l’Amata): «La condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore» (Os 2,16).

È interessante sapere che nella lingua della Bibbia il termine “deserto” e il termine “parola” hanno una radice simile, che li accomuna: midbàr è il deserto, dabàr è la parola. Nel silenzio del deserto, che favorisce l’incontro con il suo Dio, Israele trova le parole per rispondergli: «Là mi risponderà come nei giorni della sua giovinezza, come quando uscì dall’Egitto» (Os 2,17). Il deserto diventa così il “luogo dell’anima” di Israele.

Ma soprattutto di Gesù che, come ci riferiscono gli evangelisti, immerso nel silenzio profondo del deserto, trova nella Parola del Padre l’arma che gli fa riportare la vittoria su Satana, il tentatore: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4,4; Lc 4,4). Anche a noi, immersi nel rumore e nelle distrazioni di ogni giorno, il tempo quaresimale propone come “luogo dell’anima” il silenzio del deserto, dove risuona la sola parola di Dio.

A cura di don Primo Gironi, ssp, biblista sul foglietto “la Domenica“.

Foto di copertina: di Greg Gulik da Pexels