Il silenzio è calato.
Mentre la porta del cenacolo è ben serrata, le nostre case si sono trasformate in piccole scuole d’amore; come tante piccole chiese, le nostre abitazioni sono diventate simbolo della «Chiesa pellegrina sulla terra».

«La luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo» (Exultet)

Nella notte passata una flebile fiamma vibrava nel buio; nel silenzio della sera una voce annunciava: «Cristo luce del mondo». Il buio è cessato. Il giorno è iniziato: «Notte, tenebre e nebbia, fuggite: entra la luce, viene Cristo Signore. Il sole di giustizia trasfigura ed accende l’universo in attesa. Con gioia pura ed umile, fra i canti e le preghiere, accogliamo il Signore. Salvatore dei poveri, la gloria del tuo volto splenda su un mondo nuovo» (Inno delle lodi della prima settimana). «Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia hai aumentato la letizia» (Is 9, 1-2). Non c’è più spazio per il buio; non è il momento per fare silenzio. È tempo di esultanza, è tempo di gioia: «Esulti il coro egli angeli, esulti l’assemblea celeste: un inno di gloria saluti il trionfo del Signore risorto. Gioisca la terra inondata da così grande splendore; la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo. Gioisca la madre Chiesa, splendente della gloria del suo Signore, e questo tempio tutto risuoni per le acclamazioni del popolo in festa» (Exultet).

Cosa succede?
«Raccontaci, Maria: che hai visto sulla via? La tomba del Cristo vivente, la gloria del Cristo risorto, e gli angeli suoi testimoni, il sudario e le sue vesti. Cristo, mia speranza, è risorto; e vi precede in Galilea» (Sequenza). Un grande annuncio ci è stato dato; «il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa» (Sequenza).

Beato Angelico, La risurrezione di Cristo e le donne presso la tomba, 1440-42, Convento di San Marco, Firenze

La Chiesa gioisce: Cristo è risorto!
È un evento accaduto davvero e la tomba vuota ci conferma la fede. Come un giorno ad Abramo, il Signore ci dice: «Esci!» (Gn 12, 1). Tu mi dirai: «Dove, se sono in quarantena?». Hai ragione fratello, hai detto bene, ma Gesù ci indica una nuova via: LA TOMBA VUOTA. Questa diventa per noi “l’uscita d’emergenza”. La pietra rotolata ci dice di passare dalla tristezza alla gioia; di rotolare via le nostre ricchezze, il nostro egoismo, i nostri calcoli, i nostri macigni che, tante volte, “appesantiscono” i nostri rapporti. “Esci” dalle tue “opinioni che puzzano di morte” e percorri la via della gioia: «siamo esortati a cantare al Signore un canto nuovo. L’uomo nuovo conosce il canto nuovo. Il cantare è segno di letizia e, se consideriamo la cosa più attentamente, anche espressione di amore. Colui dunque che sa amare la vita nuova, sa cantare anche il canto nuovo […] Cantate con la voce, cantate con il cuore, cantate con la bocca, cantate con la vostra condotta santa. Siate voi stessi quella lode che si deve dire» (Sant’Agostino).

Exultet!
«Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto» (Mt 28, 5-8). Deponi il velo che copre i tuoi occhi, ripiega il sudario che azzittisce le tue labbra e alzati! Non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi! Tu mi risponderai: «Domani: si risorge! Oggi, intanto, si continua a morire così, o peggio, si continua a far morire così, o più drammatico ancora, a uccidere così come fosse la normalità». Può sembrarti paradossale, come la corsa di Pietro e Giovanni: «Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro» (Gv 20, 3). Ma gli Apostoli ci ricordano che «è ora di svegliarci, è ora di reagire, è ora di cambiare, è ora di stimare, è ora di rispettare, è ora di scegliere la nonviolenza, è ora di amare, è ora di perdonare, è ora di risorgere, è ora di Pasqua».

Esci dalla tua tomba e grida al mondo: «Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto. Tu, Re vittorioso, portaci la tua salvezza» (Sequenza).

A cura di don Bartolomeo de Filippis – Su Facebook

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