Gesù ci invita a far festa – Laboratorio per bambini

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PARABOLANDO
Una lettura del Vangelo con i bambini 
Laboratorio di religione. Comunità di S. Paolo – Roma

A Gesù piacevano molto le feste e i banchetti. Alcune tra le più belle parabole che leggiamo nei Vangeli, Gesù le raccontò proprio mentre era a tavola con altre persone. Anche nelle parabole si parla spesso di feste.

Pensate che il primo miracolo di Gesù fu proprio durante un banchetto di nozze a Cana, un paesino della Galilea vicino Nazareth (Giovanni 2,1-11). Il vino era finito e così Gesù trasformò l’acqua in vino. A pensarci bene non era tanto importante che Gesù facesse questo miracolo; finito il vino si poteva bere l’acqua e poi forse qualcuno degli invitati si era anche un po’ ubriacato. Ma per lui era molto importante che la festa fosse completa, non doveva mancare proprio niente.

Gesù infatti si immaginava che l’incontro tra la gente dovesse essere così: una grande festa dove tutti si vogliono bene.

LA PARABOLA DEL GRANDE BANCHETTO

Luca 14,16-24

Quando Gesù racconta questa parabola si trova a pranzo in casa di un fariseo. I farisei erano ebrei molto attenti a rispettare tutte le leggi della Bibbia. Gesù però li rimproverava di essere presuntuosi. I farisei infatti si consideravano giusti e puri e allontanavano i peccatori e gli impuri. Bisogna sapere che ai tempi di Gesù si pensava che gli zoppi, i ciechi e gli storpi fossero impuri. Si credeva infatti che le malformazioni fisiche o le malattie fossero punizioni di Dio date per colpe commesse dagli antenati.

Nella parabola Gesù racconta di un uomo ricco che preparò un banchetto e invitò persone importanti. Loro però rifiutarono l’invito con pretesti sciocchi.

Allora il padrone disse al servo di invitare i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi. Questa volta l’invito fu accolto e la casa si riempì di gente.

Quell’uomo della parabola fa quello che la maggior parte delle persone fanno quando organizzano una festa, invita persone importanti così che tutti gli invitati possano dire: “che bella festa e quante persone rispettabili abbiamo incontrato!”

Questo è quello che facevano ai tempi di Gesù i farisei e i potenti. Non ci dobbiamo dimenticare che Gesù racconta questa parabola proprio mentre era a pranzo con tutte persone importanti.

Vediamo un po’ di capire cosa voleva spiegare Gesù con la parabola.

Qual è l’invito che le persone importanti rifiutano e i poveri accettano? E’ l’invito di Gesù a partecipare a un banchetto tutto speciale, dove si trovano insieme poveri e ricchi, persone sane e persone malate, persone che sono istruite e persone che non hanno studiato, e tutti fanno festa senza badare alle differenze.

E’ questo il messaggio di Gesù: tutti ci dobbiamo voler bene e considerarci sorelle e fratelli; le differenze non contano più.

Ma questo invito di Gesù non è accettato dai potenti e da coloro che si considerano giusti. Con la parabola Gesù vuole dire: “Voi potenti siete come i primi invitati, rifiutate di partecipare al mio banchetto. Invece quelli che voi escludete: i poveri, gli zoppi, i ciechi e gli storpi sono più disponibili di voi, sono loro che accettano il mio invito”.

Che cosa facciamo noi quando organizziamo una festa? Invitiamo anche gli amichetti che hanno difficoltà o sono portatori di un handicap? Facciamo in modo che tutti partecipino ai giochi?

Se tutti partecipano ognuno può insegnare qualcosa e imparare dagli altri.

C’è un gioco che si chiama mosca cieca. Un bambino si benda gli occhi e deve prendere gli altri. Se a questo gioco partecipasse un bambino non vedente sarebbe il più bravo, perchè lui è abituato a muoversi senza vedere. I bambini vedenti invece in questo gioco sono tutti un po’ handicappati. Non si è sempre più bravi o sempre meno bravi: dipende dalle regole del gioco!

Le cose qui raccontate sono nate nel laboratorio di religione della comunità di S. Paolo.

Mentre, durante la messa o durante altre riunioni della comunità, si dicono cose forti e si fanno scelte da grandi, nel laboratorio di religione si riuniscono i bambini con gli adulti per avvicinarsi al significato delle storie antiche raccontate nella Bibbia.

Lo abbiamo chiamato laboratorio perchè non vuole essere una catechesi che da ai bambini delle risposte definitive sulla religione, ma solo un momento in cui i grandi raccontano ai piccoli la loro fede e danno loro gli strumenti, proprio come in un laboratorio, perchè i bambini un giorno possano fare le loro scelte.

In questi ultimi mesi abbiamo cercato di capire alcune parabole di Gesù.

Giovanni Franzoni – 1993