Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male. (Romani, cap. 12, v. 21)

Questa frase di San Paolo, può aiutarti tantissimo, ogni giorno, ogni momento.

Puoi  davvero vincere il male, i tanti tipi di male, con il bene.

Quando ti convinci che il modo migliore per sentirti forte e non sentire dolore e debolezza davanti a qualcuno che ti fa dispiacere sia escluderlo, comportarti verso lui/lei come ha fatto e fa lui/lei nei tuoi confronti per farle/fargli capire come si soffre così e che sta sbagliando, tu in realtà scegli la vendetta e non il bene, e in quel momento non credi alla potenza del bene, non credi che amare costruisce e  consola e dona pace anche al tuo dolore e al tuo cuore.

Quando qualcuno ti fa dispiacere, il primo male da vincere è quello che emerge in te quando preferisci coprire con rabbia distruttiva  e vendetta il tuo dispiacere e la tua sofferenza, e la tua paura. Esiste anche una rabbia che è una risorsa che  puoi usare per costruire, che puoi esprimere con amore, con voglia di capire e costruire, ma spesso hai talmente paura della tua rabbia che quando la senti in te preferisci renderla distruttiva, ed esprimerla con pensieri e  parole cattive, sarcastiche, dure, vendicative, o con un silenzio e un escludere che fa lo stesso molto male, all’altro e anche  a te. Quando decidi di reagire così a un male, a un dispiacere, a una incomprensione e a una lontananza emotiva con qualcuno,  in realtà tu non vinci. Tu perdi. Perdi tanto.

E quando ti convinci e credi che se ami l’altro ne approfitterà, sarà più forte e non vorrà capirti e tu ti sentirai invisibile e debole, perdente, in realtà l’altro  se se  ne approfitta o non ama non vince, ma perde anch’esso, e mette nel suo cuore rancore che lo calpesta, e più dolore e insicurezza.

Vinci il male con il bene: il vero amare non è far finta che non ci siano incomprensioni e sbagli, non è rinunciare a farsi conoscere davvero, non è rendersi invisibili o annullare sé stessi, ma è amare davvero e quindi accettare di cambiare il proprio atteggiamento in qualcosa per amare davvero, per  farsi conoscere davvero, è accettare di esprimere ciò che c’è al di sotto del tuo silenzio e della tua rabbia e parlare con empatia di te e con l’altro.

Il vero amare non è evitare di parlare all’altro di come ti senti e cosa pensi, ma è amarlo talmente davvero da scegliere di parlargli, di riparlargli, ma con una differenza: scegliendo cioè  di ascoltarlo, di capirlo, scegliendo di farti capire senza dare per scontato che tanto sa cosa pensi e come ti senti, scegliendo di fare tu i passi che lui/lei non fa e sembra non voler mai fare, passi di empatia, di vero e liberante perdono, di interesse per l’altro su come sta, cosa sta vivendo, cosa intende con quel suo atteggiamento e scelta, la scelta di dialogare ancora in un modo più costruttivo e sincero.

Vincere il male con il bene è anche vincere prima di tutto in te la tentazione di fare due tipi di scelte opposte e che non costruiscono: o  la scelta di far finta che va tutto bene ma poi vendicarti e sottolineare con frecciatine, battutine pungenti, sarcasmo, esclusione o una pseudo gentilezza che mette solo muri e distanze, oppure incolpare, criticare l’altro senza voler assolutamente ascoltare e capire, ingaggiando una lotta di “potere” e solo per fargli sperimentare come ti senti e quanto sbaglia, convinto che così capirà: ma se qualcuno facesse così a te tu non avresti voglia di farti conoscere davvero e dialogare e capire e conoscere davvero l’altro, e se ti sentissi solo incolpato o escluso preferiresti anche tu non parlare con l’altro.

Puoi vincere il male con il bene, anche con il bene di parlare all’altro di uno sbaglio che secondo te ha fatto, ma con amore, delicatezza, rispetto. Immedesimandoti in lui/lei, e scegliendo di non dare per scontato che sai esattamente perché si comporta così, e senza considerarlo un cattivo irreparabile e solo cattivo, e identificandolo  solo con   il suo errore e il suo comportamento, perché l’altro, come te, è molto molto di più di ciò che dice e fa, è una creatura preziosa e amatissima da Qualcuno che l’ha creato e continua ad amarlo anche quando sbaglia o non fa ciò che tu vorresti. Come te e come succede anche a te.

Vinci il male con il bene. Puoi farlo chiedendo amore e voglia di amare e aiuto all’Amore, a Dio, seguendo Lui, sempre accanto a te e pronto ad aiutarti.

Vinci  il male con il bene. Vinci in te quella scelta  di scoraggiarti e non amare, quel tuo non voler collaborare, aiutare, costruire, convinto che tanto tu sei inutile o nella situazione in cui sei non hai niente da donare e non hai capacità di amare. C’è sempre qualcosa che puoi fare per te stesso, e per e con gli altri.

Vinci il male con il bene, vinci quel tuo riempirti di continue distrazioni quando sei triste o annoiato o scoraggiato, quel riempirti di ore su un pc o la tv  o  su un cellulare, quel riempirti di rimuginamenti, colpevolizzazioni e pensieri amari, quel tuo attendere che qualcuno o qualcosa cambi te e la tua vita, quel tuo vedere ogni difficoltà e dolore solo come “segno” che non puoi amare, che tutto va solo male e che l’unica tua reazione possibile secondo te  sia fuggire in distrazioni o chiudere gli occhi e il cuore agli altri, convinto che tanto gli altri non hanno problemi come te, non soffrono come te, e che non c’è bisogno che tu li cerchi, che ti interessi a loro, che li ascolti e che gli parli con amore ed empatia, perché “prima” devi risolvere ogni tuo problema.

Eppure, se scegli di vincere il male con il bene, anche “mentre” vivi un problema o una difficoltà, anche interiore,  puoi in qualche modo “vincere” , di una vittoria che non schiaccia, che non umilia, ma che libera te e l’altro; di una vittoria che ti dona pace e misteriosa  gioia se scegli di costruire, di amare,  anche quando ti sembra solo tutto brutto e tutto difficile. Non è necessario per costruire e amare fare chissà quali grandi azioni eclatanti o avere chissà quanta forza e motivazione, è sufficiente un piccolo, piccolissimo granellino, anche minuscolo, di volontà, di amore, di fede, momento per momento, ricominciando dopo ogni scoraggiamento.  Un piccolissimo granellino. Anche minuscolo come un granellino di senape. ” Gli apostoli dissero al Signore: «Aumenta la nostra fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe.) (Luca, cap. 17, v.5-6)

Fonte – www.albastellata.it

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