don Giampaolo Centofanti – Un racconto breve: Habemus papam

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Capitolo 1

“Nuntio vobis gaudium magnum: habemus papam”. Laggiù in piazza san Pietro e come sentendo milioni incollati ai media di tutto il mondo, un silenzio inusuale. È palpabile nelle luci della tarda serata una preghiera intensissima, accorata, che dura da mesi. Poi una choccante sorpresa, non segue l’ormai da molti imparato a memoria emintissimum ac reverendissimum… ma semplicemente “Dominum” e improvvisa si diffonde l’attesa di un miracolo quasi insperato.

Quei pochi secondi sembrano interminabili… il protodiacono riprende la parola: “Dominum Johannes Sanctae Romanae Ecclesiae presbiterum Lon Rong, qui sibi nomen imposuit Discipulum”. Si ode un brusio animatissimo, si percepisce chiaramente la domanda che rimbalza in ogni parte del globo terrestre: “Chi è? Who is he? Quien es el? Qui est-il?” Anche il telecronista non sa cosa dire, solo traduce: “Si tratta di un sacerdote, il nome come percepite sembra orientale”. Subito dopo il commentatore riesce ad avere notizie: “È un prete della Corea del Sud. Dovrà venire ordinato vescovo. È giunto in gran segreto ieri a Roma. Ha or ora accettato l’elezione”. Si intravedono molti perché del tanto tempo trascorso per la elezione. Poi appare un uomo vestito di bianco, dalle fattezze minute, asiatiche. La folla esplode in un grande applauso, pieno di domande, di timori, di speranze in Dio.

Discepolo prende la parola, ma nella sua lingua coreana. Vi è bisogno di un traduttore: “Cari fratelli e sorelle, Maria e Gesù ci aiutino! E anche voi, aiutatemi! Che Dio aiuti la Chiesa!” La gente piange di commozione, di ansia, di speranza. Speranza proprio in un miracolo del cielo. “Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te…”. Terminata l’intera preghiera prosegue: “Cari fratelli e sorelle chiedo a Dio di portarmi per mano, di aiutarmi a seguire Gesù fino in fondo. Mi potranno calunniare, accusare, criticare in mille modi ma chiedo a Dio e a voi di sostenermi nella fede, nella speranza e nella carità.

Cercherò di imparare da ciascuno, di accogliere insieme a ciascuno, sulle vie di ciascuno, il Signore che viene”. Ora il neopapa benedice la folla. Il traduttore, impreparato a ciò, trasmette in italiano: “Vi benedica Dio onnipotente…”. Discepolo attende la risposta della gente e poi sparisce verso l’interno mentre i drappi rossi delle tende si chiudono.

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