Di fronte al sacramento della Penitenza

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È certamente difficile parlare di sacramento della Penitenza per i bambini e i ragazzi che hanno già vissuto la Prima Confessione perché si incontrano due dati fondamentali: la Misericordia di Dio, dono assolutamente gratuito e la formazione, nell’età della preadolescenza, della coscienza morale.

Il primo atteggiamento da sviluppare è il senso profondo del perdono, come dono di Dio e occasione di ripartenza dalle proprie debolezze e fragilità: il perdono che diventa poi un dono-per l’altro che incontro.
Questo atteggiamento si sviluppa attraverso la capacità di fare verità su sé stessi e chiamando per nome il proprio peccato; inoltre esso sviluppa dentro di noi l’autentica capacità di amare. Per di più, credo, sia importante formare la coscienza morale: innanzitutto alla luce della Parola di Dio, per non correre il rischio di cadere in facili moralismi o in pie esortazioni.

Da qui nasce l’esame di coscienza: domande semplici e immediate che aiutino il bambino e il ragazzo ad entrare in profondità con sé stessi e lasciare che Dio risani quanto è occasione di peccato. Il senso profondo del peccato fa incontrare la Misericordia!

Non abituare i ragazzi a chiamare per nome il male è profondamente diseducativo e sottovaluta la potenza stessa del male! Nel cammino di Iniziazione cristiana va frequentata spesso la parola del Vangelo!
È lì che si incontra la chiamata di Dio e la risposta dell’uomo: in questa dimensione, e qui sta il punto, il ragazzo si abitua, a rivestirsi dell’uomo nuovo e a buttare via l’uomo vecchio, come ci ricorda l’apostolo. La Confessione è un percorso pasquale di morte e di risurrezione!

Don Stefano Margola, Diocesi di Padova