Dalla domenica di Pasqua alla domenica di Pentecoste

256

Le domeniche del Tempo pasquale aiutano a entrare sempre più consapevolmente nel mistero della Pasqua di Gesù: assieme al Vangelo, gli Atti degli apostoli, da cui viene tratta la prima lettura, descrivono esemplarmente i primi passi delle comunità cristiane guidate dal dono dello Spirito.

Nei contesti delle nostre comunità, segnate in parte dalla memoria perduta della fede in Gesù e spesso messe a confronto anche con atteggiamenti ostili al messaggio cristiano, avvertiamo oggi l’urgenza di tornare ad una trasmissione della fede in profondità e con il coraggio della testimonianza.

La partecipazione alla liturgia contribuisce a interiorizzare la fede pasquale attraverso alcune esperienze, tra loro collegate: l’incontro con il Risorto, il dono dello Spirito, la nascita e la missione della Chiesa. Sono l’origine della fede cristiana e formano il fondamento perenne di ogni evangelizzazione.

Domenica di Pasqua: Una nuova creazione. Il battesimo ha unito il credente a Gesù e lo ha reso partecipe della sua morte e della sua risurrezione: incontrare il Risorto nella propria quotidianità significa ricevere la possibilità di una vita resa nuova, il presente può essere vissuto nella forza del suo Spirito e alla luce della sua eternità.

2ª domenica di Pasqua: Gesù Cristo, il Primo e l’Ultimo. Ogni venuta del Signore risorto nella nostra vita e ogni sua manifestazione alla Chiesa sono fondamento di senso nel presente e anticipazione della gioia fu tura, una gioia che anche nell’oggi cancella la paura e rende credibile la testimonianza.

3ª domenica di Pasqua: Essere suoi testimoni. Il coraggio che l’incontro con il Risorto infonde può darci la libertà di vivere la fede in lui senza ipocrisie e davanti a tutti. Liberi di obbedire a Dio, i cristiani possono es sere segni autentici di rinnovamento del mondo.

4ª domenica di Pasqua: Gesù Cristo, vero pastore. La relazione profonda con Gesù comporta la disponibilità a lasciarci guidare da lui: egli ci condurrà al Padre poiché fa entrare nella sua particolare relazione con il Padre tutti coloro che si fanno suoi discepoli.

5ª domenica di Pasqua: Costruire con Dio un mondo nuovo. La speranza che può stimolarci a lavorare per trasformare il mondo è la promessa divina: «Faccio nuove tutte le cose». Lo strumento indicato dal vangelo è il comandamento nuovo, ossia l’amore gli uni per gli altri.

6ª domenica di Pasqua: Dio sarà tutto in tutti. La preghiera del Salmo ci suggerisce di chiedere a Dio che tutte le nazioni possano riconoscere il suo amore, contemplare la sua giustizia nella storia e la sua presenza in ogni nostra realtà.

Ascensione del Signore: Insieme Cielo e Terra. Gesù che ascende al Cielo non si rende assente dalla Terra: in lui Cielo e Terra sono ora eternamente congiunti. La sua ascensione non significa per noi evasione dal mondo, ma indica la nostra destinazione.

Solennità di Pentecoste: La Chiesa vive nello Spirito. Lo Spirito di Dio promuove ciascuno nella sua singolarità, senza separarlo dal “noi” che forma la comunità. Lo Spirito ci tutela da ogni logica di individualismo o di massificazione, per farci crescere come persone capaci di relazioni costruttive.

Fonte – Servizio della Parola