Cos’è il prefazio? Perché ringraziare Dio nella Messa?

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Concluso il rito dell’offertorio il presidente della celebrazione, pronuncia la preghiera detta “prefazio”, che si apre con il dialogo fra celebrante e fedeli e che introduce la Preghiera Eucaristica. In latino “prefazio” significa proprio “introduzione”.

È una preghiera in stile solenne, costituita di tre parti: la prima parte chiamata protocollo che ha lo scopo di ricordarci che Dio Padre, per mezzo di Gesù Cristo, deve essere ringraziato da tutta la Chiesa. La parte centrale, chiamata embolismo, è caratterizzata da una dimensione trinitario-cristologica e storico-salvifica.

Il genere di solito è narrativo e serve ad enunciare i motivi per cui si ringrazia Dio. Il contenuto dominante è sempre il percorso di interrelazione tra la grazia divina ed il peccato dell’uomo: solo facendo memoria della propria stioria, la comunità che prega sarà capace di innalzare la supplica del presente.

La parte finale, chiamata escatocollo, contiene un riferimento agli angeli, ai cherubini, ai serafini, o più generalmente alla Chiesa celeste; essa crea un legame tra la preghiera innalzata dalla comunità ecclesiale sulla terra e la lode eterna della liturgia del cielo. Il tutto si conclude con il canto del “Santo” che è un inno di lode e di ringraziamento tratto da testi biblici.