Clare Crockett, da attrice a suora, sedotta da Cristo

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Un grande talento artistico, una bellissima voce, un fisico attraente e una personalità travolgente: Clare Crockett ha tutto per sfondare nel mondo dello spettacolo. Nata nel 1982 a Derry, in Irlanda, a soli 15 anni viene assunta come presentatrice di proarammi televisivi per
iovani di Canale 4, uno dei più importanti del Regno Unito.

Nella Settimana Santa del 2000, partecipa “per caso” a un incontro di preghiera con il “Focolare della Madre”, in Spagna. Al termine, una suora trova Clare che piange, mentre ripete: «Gesù è morto per me. Mi ama! Perché nessuno me l’ha detto prima?». Un’esperienza che la
segna profondamente: lei, cattolica di nascita, aveva tagliato i ponti con la Chiesa e viveva tra feste discoteche, alcol e droghe. Tornata in Irlanda, dare partecipa alle riprese del film «Sunday» e ripiomba nella ricerca di un successo effimero.

Una notte, mentre ubriaca sta vomitando nel bagno di una discoteca, sente che Gesù le parla: «Perché Mi continui a ferire?». Poco tempo dopo, mentre si trova in un importante hotel di Londra per lavoro, avverte chiaramente che la sua vita non ha senso se non è donata totalmente a Cristo. E decide.

Non la fermano né le suppliche della sua familia né le promesse del suo manager: l’11 agosto 2001 entra come postulante tra le “Serve del Focolare della Madre”. L’11 febbraio 2006 pronuncia i suoi primi voti, l’8 settembre 2010 quelli definitivi. Presta servizio in varie comunità delle “Serve”, in Spagna, negli Stati Uniti e, finalmente, in Ecuador. A Playa Prieta, il 16 aprile 2016, il crollo di un edificio, durante un terremoto, uccide Clare e cinque ragazze. Alla fine (ma in maniera imprevedibile come piace alla Provvidenza), Clare Crockett ha coronato il suo sogno di diventare famosa: migliaia di persone hanno visto e vedranno «O tutto o niente», il film che racconta la sua storia.

Testi tratti dalla mostra I santi della porta accanto, promossa dall’Associazione don Zilli e dal Centro Culturale San Paolo. Per intormazioni sulla mostra (ed eventuali richieste di esposizione): [email protected], celi. 346 9633801.

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Fonte: il foglietto de “La Domenica