Chi è il ministrante (e il Gruppo ministranti)

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Facendo un giro, da nord a sud dell’Italia, ci si accorge che non esiste parrocchia che non abbia la presenza almeno di un ministrante o di un gruppo ministranti costituito e organizzato.

La loro età è variabile: si va dai nove anni sino ad adolescenti e giovani.

Ma chi è il ministrante?

Il ministrante è quel ragazzo o ragazza che serve all’altare ed assiste il sacerdote o il diacono durante le celebrazioni liturgiche. Il termine ministrante, che ha sostituito col tempo il termine “chierichetto”, deriva dal latino ministrans, cioè colui che serve, secondo l’esempio di Gesù, il servo obbediente fino alla morte, che invita a fare anche noi la medesima cosa amando i nostri fratelli. Ma essere ministrante non si riduce soltanto a prestare un servizio all’altare, fatto con diligenza, generosità, impegno, precisione, puntualità. Il ministrante principalmente è un ragazzo/a che attraverso il Battesimo è diventato amico di Gesù, vuole approfondire la sua fede, viverla in un concreto servizio e che nella vita di ogni giorno e con tutti cerca di vivere quello stile di amore che Gesù ci ha insegnato.

Il ministrante svolge un vero e proprio ministero liturgico che, armonizzato con quello esercitato dal diacono, dai lettori, dagli accoliti, dai cantori…, contribuisce a rendere ogni azione liturgica un vero incontro con Cristo.

È un vero ministrante, allora, ogni ragazzo o ragazza, adolescente o giovane che abbia compreso che la Chiesa è la comunità dei credenti che, convocati dallo Spirito Santo, esercitano il loro sacerdozio battesimale facendo della loro preghiera e della lode un’offerta a Dio Padre, unita a quella di Cristo.

Quello del ministrante è un compito importante, che permette di essere particolarmente vicini al Signore e di crescere in un’amicizia gioiosa, vera e profonda con Lui. Egli si impegna a custodire gelosamente questa amicizia nel suo cuore come san Tarcisio, pronto a impegnarsi e a lottare perché Gesù giunga a tutti gli uomini.

Ogni volta che si accosta all’altare, il ministrante ha la grazia di assistere al grande gesto di amore di Dio, che continua a volersi donare a ciascuno di noi, a esserci vicino, ad aiutarci, a darci forza per vivere bene. Il ministrante, attraverso l’ascolto della Parola di Dio, il servizio liturgico, la partecipazione all’Eucaristia, la preparazione delle festività dell’anno liturgico, la memoria delle feste mariane e dei santi, vive da vicino questo indicibile mistero!

Il ministrante svolge il suo compito con amore, con devozione, con puntualità e con fedeltà evitando la superficialità e la distrazione, in modo che i fedeli possano sentire e rendersi conto maggiormente che Gesù è presente nelle azioni liturgiche.

Al ministrante Gesù domanda il raccoglimento prima di ogni celebrazione, la partecipazione interiore, la fedeltà ai compiti assegnati, la testimonianza del suo amore e la costanza nel servizio e negli impegni assunti.

La vita e la testimonianza di san Tarcisio – patrono dei ministranti – devono ispirare il profondo amore e la grande venerazione che i ministranti devono avere verso l’Eucaristia che è “il Pane della vita”; è Gesù stesso che si fa cibo, sostegno e forza per il cammino di ogni giorno e strada aperta verso la vita eterna; è il dono più grande che Gesù ci ha lasciato”.

Il ministrante non è un “navigatore solitario” ma vive la sua esperienza di servizio all’interno di un gruppo.

L’esperienza del gruppo ministranti (= GM) si pone nel contesto della liturgia celebrata e vissuta dalla comunità cristiana e si presenta come una realtà specifica di servizio.

Il GM, impegnato ad instaurare un clima positivo e favorevole al suo interno improntato sul valore della fede

autentica e della sincera amicizia, è chiamato a crescere con gradualità e competenza nella comprensione di ciò che si celebra. Grazie all’impegno formativo, il GM favorisce la crescita profonda nel rapporto con Dio e l’appartenenza alla comunità cristiana. L’educazione comunitaria a un servizio generoso e gratuito, aiuterà il singolo ministrante a non essere autosufficiente o accentratore, bensì lo incoraggerà a crescere a vivere la comunione con gli altri e a concepire il servizio liturgico come una sinergia di collaborazioni.

Nel GM i ragazzi maturano nella scoperta che “svolgono un vero e proprio ministero liturgico” che si prolunga in uno stile di vita che da senso alle loro giornate, diventano sempre più amici e discepoli di Gesù, ascoltano la Parola di Dio e cercano di metterla in pratica concretamente, si aprono alla scoperta che il proprio servizio è un’apertura agli altri (comunità e amici).