Aforismi per domenica 30 Settembre 2018

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GLI INSEGNAMENTI ALLA COMUNITÀ DEI CREDENTI

Il Vangelo di oggi si trova all’interno del breve «discorso sulla comunità» (Mc 9,33-50), con cui il Signore ha inteso istruire la comunità dei suoi discepoli, che un giorno diventerà Chiesa.

1. Il primo insegnamento è suggerito al Signore dall’iniziativa presa da Giovanni con altri apostoli, nei confronti di quel guaritore che cacciava gli spiriti nel nome di Gesù ma non intendeva unirsi al loro gruppo. Una situazione ritenuta da Giovanni sbagliata, per cui egli aveva proibito a quel tale di agire nel nome di Gesù. Ma il Signore disapprova Giovanni, perchè quel tale, non agendo contro il Signore, di fatto era con lui. Quindi Gesù ha proclamato il principio da applicare nella futura Chiesa: «Chi non è contro di noi è con noi». Dunque Gesù vuole una Chiesa che non sia chiesuola, ma a porte aperte.

2. Poi Gesù allarga il concetto dichiarando che anche un gesto quasi insignificante come un bicchiere di acqua offerto per amor suo merita ricompensa.

3. Infine diventa severo nei confronti di chi recasse scandalo nella comunità. Una mano, un piede, un occhio, qualunque cosa fosse strumento di scandalo, dovrà assere tagliato via. Scandalo: pietra sul cammino, ostacolo che fa inciampare e cadere. In tal modo Gesù ha difeso i «piccoli che credono». Piccoli non tanto nel senso di bambini, ma in quanto discepoli comuni, giunti alla fede con la loro buona volontà. Chi provoca per loro scandalo, merita la Geenna. Geenna, si sa, era la discarica a cielo aperto di Gerusalemme, una valle in cui venivano gettate le immondizie. I fuochi che consumavano i rifiuti con i loro bagliori sinistri, e il fumo trasformavano la discarica in simbolo del luogo di pena ultraterreno dei dannati. E Gesù utilizza questa immagine popolare per stigmatizzare gli eventuali comportamenti scandalosi nella futura comunità dei discepoli.

GEOGRAFIA DELLA CHIESA?

C’è una geografia della Chiesa? A segnarne i confini non sarà certo la linea bianca del gessetto sulla lavagna, che separerebbe i buoni (= Chiesa) dai cattivi. Meglio immaginare un nucleo (il Signore), con vari centri concentrici attorno, come ha suggerito per decenni il sociologo delle religioni Silvano Burgalassi. Descriveva la religiosità degli italiani ricorrendo a cinque mondi, o sottoculture.

All’interno, il mondo dei Profeti. Poi verso l’esterno: la sottocultura del Modello Ufficiale, quella detta Sacrale-Magica, quella dell’Indifferenza religiosa. Infine, il mondo dell’Ateismo.

I – I Profeti, innovatori. «Guardano al futuro, portano avanti la Chiesa». Hanno bisogno di una forte personalità, perchè «lo scoraggiamento è la loro massima tentazione». La Chiesa di fatto «guarda al presente, se mai un pochino al passato, secondo i profeti non ha le possibilità di guardare al futuro». E ciò facilmente li mette in crisi.
II – I cristiani del Modello Ufficiale. Orientati con realismo al presente, ubbidienti al Papa e ai Vescovi, «faticosamente vanno avanti con la Chiesa». Sono sovente preoccupati e allarmati.
III – Sottocultura Sacrale-Magica. Un mondo che ha paura del futuro. La terra cambia sotto i loro piedi. Tendono a rifugiarsi nel ritualismo, nella superstizione.
IV – Gli indifferenti. Assorbiti dalla vita pratica, privi di interesse religioso. Fanno qualche concessione a Battesimo, Cresima, Matrimonio, a volte si confessano in extremis (non si sa mai). Una religione utile per l’aldilà, non per l’aldiqua.
V – Gli Atei. Con un’avvertenza: non tutti quelli considerati tali sono veramente atei, alcuni crederebbero in una Chiesa autentica. Che però non riconoscono in quella che appare sotto i loro occhi. Quando c’è questo atteggiamento, esprimono a modo loro qualcosa di profetico. «Sono mondi che esigono un approccio assai delicato, e il massimo rispetto: si tratta di persone!» (Silvano Burgalassi).

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