Noel: la poesia di J.R.R. Tolkien sul Natale

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Grazie al lavoro di traduzione di Gabriele Marconi, responsabile del sito Tolkien Italian Network, abbiamo il testo della poesia inedita di J. R. R. Tolkien intitolata Noel, una poesia sulla natività di Cristo che è stata recentemente scoperta in un giornalino della scuola superiore Nostra Signora di Abingdon del 1936.

NOEL

Grim was the world and grey last night:
   The moon and stars were fled,
The hall was dark without song or light,
   The fires were fallen dead.
The wind in the trees was like to the sea,
   And over the mountains’ teeth,
It whistled bitter-cold and free,
   As a sword leapt from its sheath.

The lord of snows upreared his head ;
   His mantle long and pale
Upon the bitter blast was spread
   And hung o’er hill and dale.
The world was blind, the boughs were bent,
   All ways and paths were wild :
Then the veil of cloud apart was rent,
   And here was born a Child.

The ancient dome of heaven sheer
   Was pricked with distant light;
A star came shining white and clear
   Alone above the night.
In the dale of dark in that hour of birth
   One voice on a sudden sang:
Then all the bells in Heaven and Earth
   Together at midnight rang.

Mary sang in this world below:
   They heard her song arise
O’er mist and over mountain snow
   To the walls of Paradise,
And the tongue of many bells was stirred
   In Heaven’s towers to ring
When the voice of mortal maid was heard,
   That was mother of Heaven’s King.

Glad is the world and fair this night
   With stars about its head,
And the hall is filled with laughter and light,
   And fires are burning red.
The bells of Paradise now ring
   With bells of Christendom,
And Gloria, Gloria we will sing
   That God on earth is come.

Grigia la scorsa notte, sul mondo un cupo manto:
la luna e le stelle eran fuggite,
nella sala buia non un lume o un canto,
fredde le scintille già svanite.
Fin al mare di albero in albero
il vento e sopra dei monti la vetta,
soffiando feriva gelido e libero,
come spada da guaina estratta.

Il signore delle nevi sollevò il capo;
il suo mantello lungo e pallido
fu steso al di sopra del pungente soffio
e cadeva su colle e vallata.
Il mondo era cieco, i rami piegati,
ogni strada, ogni sentiero accidentato:
allora i veli delle nubi furono squarciati
ed ecco un Bambino era nato.

L’antico regno dell’eccelso
stillò di luce remota;
una stella sorse candida e lucente
sola al di sopra della notte.
Nella valle oscura, in quell’ora natale,
d’un tratto una voce si mise a cantare:
poi il suono del Cielo e in Terra che sale
di tutte le campane a mezzanotte prese a squillare.

Maria cantava su questa terra quaggiù:
là udiron il suo canto assiso
sopra le nebbie e le nevi dei monti su,
fino alle mura del Paradiso,
e si destò la favella di mille campane
nelle torri dei Cieli a suonare
quando si udì la voce della vergine,
Lei, la madre del Re dei Cieli.

Lieto è il mondo e questa notte arride
con il capo cinto di stelle,
la sala è colma di luci e di gente che ride
e rosse ardono le fiammelle.
Suonano ora le campane del Paradiso
insieme alle campane della Cristianità,
e Gloria, Gloria canteremo
poiché Dio è venuto sulla terra.

Consiglio di leggere interamente l’articolo di Gabriele Marconi in quanto offre ulteriori spunti di lettura della stessa nonchè dell’altra poesia inedita di Tolkien, ovvero “The Shadow man”.

Per quanto riguarda la traduzione in italiano della poesia Noel, vorremmo informare su quanto viene puntualizzato nel sito:

Per la peculiarità di Noel e per l’interesse che sappiamo desterà (e che sarà del tutto motivato) abbiamo deciso di tradurla interamente, cercando di mantenere lo schema della rima di tipo tradizionale alternato ABAB-CDCD ove possibile e isolando quelle che con tutta probabilità sono ottave, cioè coppie di quartine. Altrove si è preferito trasporre le sonorità. La traduzione (realizzata dal sottoscritto, Gabriele Marconi con una certa urgenza) ammetterà sicuramente alternative migliorabili ed errori strutturali, ma speriamo non abbia perso troppo del fascino dell’originale.

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